Bonus tredicesima 2026: come funziona e chi può beneficiarne

En breve

  • Bonus tredicesima nel 2026 resta una materia complessa con nuove articolazioni, basate prevalentemente su criteri ISEE e sulle politiche di sostegno alle famiglie, alle donne lavoratrici e ai nuclei con figli.
  • Le beneficiarie non si limitano ai dipendenti pubblici e privati: tra le categorie coinvolte compaiono anche le famiglie con figli, i nuovi nati e alcune situazioni di disabilità o fragilità economica, sempre entro limiti di reddito e di reddito familiare definiti dall’ISEE.
  • Dal punto di vista pagamento, alcune misure restano automatiche (bollette, Carta Dedicata a Te), altre richiedono domande via INPS o gestione comunale, seguendo regole chiare ma variabili a seconda della misura.
  • La st“incentivo” principale resta la necessità di comprendere cosa è disponibile, a chi spetta e quali sono le scadenze, soprattutto per evitare errori comuni come la mancata presentazione della DSU o la mancata conservazione della documentazione.
  • Le agevolazioni fiscali correlate al 2026 introducono una riforma degli scaglioni IRPEF, con possibili effetti su chi rientra nella fascia media, ma la detassazione della tredicesima non è stata confermata per quest’anno, secondo i dati disponibili alla fine della manovra.

Nella presente guida si esplora Bonus tredicesima 2026: come funziona, chi può beneficiarne, quali cambiamenti ha introdotto la Legge di Bilancio 2026 e quali precauzioni adottare per non inciampare in errori comuni. Si parte dall’analisi di fondo della tredicesima come strumento di integrazione dello stipendio di fine anno, per poi guardare alle novità strutturali che interessano soprattutto famiglie, lavoratrici e coloro che vivono situazioni di maggiore fragilità economica. L’obiettivo è fornire strumenti concreti: esempi pratici, criteri di confronto tra diverse tipologie di agevolazioni, e indicazioni su come monitorare le regole operative attraverso i canali ufficiali.

scopri tutto sul bonus tredicesima 2026: come funziona, chi può beneficiarne e i requisiti per accedere a questo incentivo economico.

Bonus tredicesima 2026: come funziona e chi può beneficiarne — quadro generale

La natura della tredicesima resta una mensilità aggiuntiva che, tradizionalmente, accompagna la conclusione dell’anno lavorativo. Nel 2026, però, la cornice normativa ha attraversato cambiamenti significativi che incidono sull’importo lordo percepito e sul modo in cui l’erogazione viene gestita. L’elemento chiave è la relazione tra reddito, rettesioni e scaglioni IRPEF, ma non è da sottovalutare l’evoluzione delle misure strutturali mirate a facilitare l’ingresso al mondo del lavoro femminile, la crescita demografica e la tutela di chi si trova in condizioni economiche meno favorevoli. Per capire come funziona effettivamente la tredicesima nel 2026, è utile distinguere tra due piani: da un lato la componente tradizionale di questa mensilità; dall’altro le nuove misure introdotte per favorire reddito e diritti nel contesto familiare e lavorativo.

In primo luogo, va sottolineato che la detassazione integrale della tredicesima è stata discussa a lungo, ma le stime di gettito e la necessità di finanziare altri interventi hanno portato a una scelta diversa. Secondo le stime, il gettito IRPEF associato alla tredicesima nel 2026 era stimato intorno a 14,5 miliardi di euro su un lordo complessivo di circa 60 miliardi; una quota che ha influenzato la decisione di non introdurre una detassazione universale nel presente quadro normativo, privilegiando interventi mirati e strutturali. Questa scelta riflette un approccio orientato non a un singolo beneficio una tantum, bensì a una storia di sostegni più organici, con agganci a ISEE e a politiche della famiglia. In concreto, uno dei trend principali è la rideterminazione degli scaglioni IRPEF e l’armonizzazione delle aliquote per renderle meno caotiche, cosa che potrebbe tradursi in risparmi reali soprattutto per chi rientra nella fascia media. A questa cornice si collega una riflessione sull’impatto delle nuove regole fiscali sui redditi medi e sulle famiglie con figli a carico.

Dal punto di vista pratico, il modulo operativo per accedere al Bonus tredicesima resta diverso per ogni tipologia di beneficio. Le misure legate all’ISEE possono richiedere una DSU aggiornata e, in alcuni casi, una domanda esplicita all’INPS o all’ente competente. Altre misure, invece, sono automatiche: significa che il beneficiario non deve presentare domanda, ma deve comunque rispettare i requisiti di legge e le soglie di reddito. In particolare, la Carta Dedicata a Te rimane rifinanziata per il 2026 e 2027, con accesso automatico per i soggetti eleggibili, mentre i bonus per asilo nido o sostegno domestico richiedono la presentazione di una documentazione di spesa e la registrazione presso INPS entro scadenze specifiche. Un punto chiave da tenere presente è l’obbligo di conservare conservare i pagamenti e la documentazione per eventuali controlli o verifiche fiscali.

Tra le novità più rilevanti spiccano: sostegni strutturali per le donne lavoratrici, rafforzamento della maternità, incentivi per assunzioni di giovani e donne nel 2026, e l’aggiornamento dei congedi familiari. In particolare l’estensione del congedo parentale fino a 14 anni, l’aumento dei giorni di permesso per malattia dei figli e la conferma di incentivi per l’assunzione di madri lavoratrici sono elementi che dimostrano una linea politica orientata a sostenere la scelta di famiglia e lavoro. Per chi desidera orientarsi tra le diverse misure, è utile consultare i riferimenti ufficiali INPS e MEF, nonché i decreti attuativi che definiscono criteri, importi e scadenze specifiche.

Nel complesso, la sfida per chi lavora o gestisce le finanze familiari è capire come ciascun componente si agganci alla propria situazione. La tredicesima resta un elemento di riassorbimento delle spese di fine anno, ma le novità di bilancio introducono nuove variabili, come la necessità di considerare l’ISEE non solo per i bonus sociali ma anche per i contributi a titolo di sostegno alle famiglie, e di tenere presente i limiti di reddito per l’accesso alle agevolazioni. In questo contesto, è utile prevedere un monitoraggio periodico delle scadenze e una verifica annuale della propria DSU, per sfruttare al meglio le opportunità disponibili e per minimizzare rischi di esclusione o di errore nelle richieste.

Infine, un tema cruciale riguarda la gestione delle risorse familiari durante l’anno: la tredicesima può essere impattata dall’aggiornamento degli scaglioni IRPEF, ma le misure di sostegno alle famiglie — quando presenti — possono offrire un sollievo sostanziale in termini di spese correnti, come scuola, servizi per l’infanzia e trasporti. È utile porre attenzione a come i vari elementi si combinano con le aliquote e con le detrazioni disponibili. L’approccio migliore è informarsi costantemente sui decreti attuativi e sulle circolari INPS, in modo da adattare la gestione economica familiare alle opportunità e ai limiti reali fattuali.

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Per approfondire i dettagli operativi si può consultare la sezione ufficiale INPS dedicata all’ISEE e ai bonus sociali, nonché le pagine del MEF che trattano le misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. In caso di dubbi specifici, il confronto con un professionista può offrire una lettura personalizzata delle proprie opportunità, pur rimanendo entro i limiti dell’informazione indipendente e non personalizzata.

Link utili: INPS, MEF, Ministero dell’Istruzione.

Per approfondire ulteriormente, ecco un secondo video che esplora le implicazioni fiscali e le scadenze legate al Bonus tredicesima 2026 e alle nuove misure strutturali introdotte dalla Legge di Bilancio.

Beneficiari: chi ha diritto al Bonus tredicesima 2026 e quali contesti valgono

La platea che può beneficiare della tredicesima nel 2026 è ampia e comprende varie categorie, con criteri che si evolvono in funzione delle politiche di sostegno e degli elementi di reddito. In generale, i lavoratori dipendenti pubblici e privati, nonché i pensionati, hanno diritto all’erogazione, anche se le condizioni esatte possono variare in base al contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) e alla situazione economica individuale o familiare. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi o coloro che percepiscono redditi da lavoro non dipendente, il diritto alla tredicesima può dipendere da specifiche norme contrattuali o da particolari misure previste dalla Legge di Bilancio 2026. La normativa può anche influire sulla quantità effettiva che ogni beneficiario riceve, dato che l’imposizione fiscale è legata agli scaglioni IRPEF e alle detrazioni disponibili per il contribuente.

La stima di base indica che, in assenza di detrazioni o misure particolari, circa 36 milioni di italiani beneficeranno della tredicesima nel 2025, con un importo medio intorno a 1.166 euro netti. Per il 2026 la platea potrebbe mantenersi ampia, ma qui la chiave è la combinazione di reddito individuale e familiare con le nuove soglie e le condizioni ISEE. Una parte sostanziale di questa platea è rappresentata dai pensionati (circa 16,3 milioni nel 2025) e dai dipendenti (quasi 19,7 milioni). La ripartizione geografica mostra una concentrazione maggiore nel Nord, seguita dal Centro e dal Sud/Isole; le regioni omogenee per numero di beneficiari includono Lombardia, Lazio e Veneto, ma non vanno trascurate le differenze tra aree urbane e relativamente meno popolate. Questi numeri, sebbene descrittivi, aiutano a comprendere dove si concentra la domanda di tredicesima e, di conseguenza, dove potrebbero emergere esigenze di supporto specifico.

Tra le categorie particolari, si ricordano i pensionati che mantengono diritti indipendenti dalla posizione lavorativa attiva, i dipendenti pubblici e privati che hanno una quota di stipendio motivata dal contratto collettivo, e coloro che hanno diritto a eventuali integrazioni previste da CCNL. In alcuni casi, in assenza di redditi elevati, la quota di tredicesima può svolgere un ruolo importante per far fronte a spese legate al periodo natalizio o a necessità stagionali che emergono al termine dell’anno.

Per quanto concerne l’accesso alle misure strutturali (come i bonus maternità, nuovi nati, asili, mamme lavoratrici e congedi), i requisiti tendono a dipendere dall’ISEE e dai limiti di reddito familiare. In molti casi, l’INPS gestisce direttamente le posizioni di chi rientra nei criteri, ma per alcune misure è previsto che l’interessato o l’azienda presentino la domanda o che si avvalga di procedure telematiche specifiche. Ad esempio, per i nuovi nati è previsto un bonus una tantum di 1.000 euro per figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025, con ISEE minorenni non superiore a 40.000 euro; la domanda va presentata entro 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore. Per l’asilo nido, l’importo è variabile tra 1.500 e 3.600 euro annui, legato all’ISEE e alla tipologia di servizio di assistenza.

Un aspetto particolarmente rilevante è l’impatto sul comportamento delle aziende: gli incentivi per l’assunzione di giovani e donne, disponibili per il 2026, sono concepiti per coadiuvare la crescita occupazionale e la diversità nei contesti lavorativi. Il datore di lavoro deve attivare le procedure INPS per beneficiare di tali incentivi, che si collegano alle deduzioni fiscali e alle altre agevolazioni per i lavoratori. Inoltre, le misure di congedo e permessi indicano un rafforzamento della tutela familiare, con estensioni temporali e ampliamenti di fascia di età per i figli, che vanno considerati nel bilancio familiare e nella gestione delle risorse umane all’interno dell’azienda.

Dal punto di vista pratico, è utile consultare i riferimenti INPS e MEF per verificare i requisiti aggiornati e le condizioni di accesso, poiché le regole operative possono essere modificate dai decreti attuativi. Per i cittadini, la consultazione delle circolari INPS e dei portali ufficiali è uno strumento essenziale per disporre di informazioni aggiornate e affidabili. Le guide di Consumerismo e di altri enti indipendenti possono offrire una lettura chiara e confrontabile tra le varie misure, senza dimenticare che le regole possono variare in base alle circostanze familiari, al reddito e all’ISEE.

Link utili: INPS, MEF, ISEE Precompilato INPS.

Novità 2026: misure strutturali per mamme lavoratrici, nuove nate, asilo nido e congedi

Tra le novità più significative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, emerge un approccio orientato a strategie strutturali piuttosto che a misure una tantum. Per le donne lavoratrici non è previsto un bonus singolo, ma un pacchetto di misure strutturali che agiscono nel tempo e si prefiggono di sostenere la maternità e la partecipazione femminile al mercato del lavoro. In particolare, la Legge di Bilancio 2026 rafforza i sostegni alla maternità, conferma gli incentivi per l’assunzione di donne e giovani e ripropone la compatibilità delle misure con la maxi deduzione fiscale prevista dal decreto legislativo n. 216/2023. Dal 2026 tornano inoltre gli incentivi specifici per le assunzioni di giovani e donne effettuate nel corso dell’anno, con benefici richiesti dal datore di lavoro tramite INPS. Questo quadro consente di avere una cornice più chiara per le aziende che intendono pianificare politiche di welfare aziendale mirate a favore della conciliazione vita-lavoro e della crescita professionale delle lavoratrici.

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Per le famiglie, restano confermati i bonus dedicati ai nuovi nati e all’asilo nido. Il bonus nuovi nati prevede 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025, con un limite di ISEE minorenni non superiore a 40.000 euro. La domanda va inviata all’INPS entro 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia. Parallelamente, il bonus asilo nido resta una voce chiave di sostegno alle famiglie con bambini piccoli: l’importo varia in funzione dell’ISEE e permette di coprire parzialmente le rette di asili pubblici e privati autorizzati o, alternativamente, finanziare forme di assistenza domiciliare in caso di gravi patologie croniche. La domanda va presentata entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento allegando la documentazione di spesa. Queste misure restano stabili e integrano le politiche per la genitorialità e l’accesso all’educazione infantile.

Il 2026 vede anche un rafforzamento del bonus mamme lavoratrici, che passa da 40 a 60 euro mensili. La misura è rivolta alle lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro; rimane disciplinata tramite il datore di lavoro, seguendo le procedure INPS. Oltre a questi strumenti, la Legge di Bilancio interviene anche su congedi e permessi: il congedo parentale viene esteso da 12 a 14 anni dell’età del figlio, offrendo una finestra di utilizzo più ampia per le famiglie. Il congedo per malattia dei figli è potenziato, con un aumento dei giorni di permesso da 5 a 10 giorni all’anno per ciascun genitore e con estensione della fascia d’età fino ai 14 anni, secondo le modalità attuative previste. Queste misure mirano a offrire maggiore flessibilità operativa alle famiglie, riducendo i conflitti tra lavoro e cura dei figli e migliorando la qualità della partecipazione femminile al mercato del lavoro.

Infine, resta aperta la questione relativa all’evoluzione delle misure legate allo sport, all’assistenza extrascolastica e ai sostegni per la casa. Per quanto riguarda lo sport e le attività extrascolastiche, la misura nazionale è stata rimodulata: resta il contributo per le attività extrascolastiche, con una fascia di attribuzione che arriva a 300 euro per bambini di 6-14 anni con ISEE fino a 15.000 euro, ma le modalità operative necessitano di attuazione tramite provvedimenti. Per quanto riguarda l’abitazione, il fondo di sostegno abitativo per genitori separati e divorziati e il fondo caregiver rappresentano strumenti di policy che mirano a garantire stabilità abitativa e tutele per i caregiver familiari. Anche qui, l’operatività concreta dipende dai decreti attuativi che definiscono requisiti e importi.

In termini di accesso, l’evoluzione normativa prevede che molte misure richiedano una procedura di domanda specifica, anche se alcune misure sono automatiche. È essenziale verificare, di anno in anno, se nuove circolari INPS o decreti attuativi hanno introdotto modifiche alle soglie, alle modalità di presentazione e alle tempistiche. Per chi volesse orientarsi tra le diverse misure, è utile consultare il portale INPS e i siti istituzionali, nonché guide indipendenti che offrono sintesi pratiche e casi concreti di accesso.

In definitiva, la Legge di Bilancio 2026 costruisce un sistema di sostegni più integrato, con enfasi su famiglie, genitorialità e partecipazione femminile al mercato del lavoro, mantenendo però una redditività complessiva nel contesto fiscale nazionale. Per i cittadini, la chiave rimane l’informazione aggiornata, la conoscenza dei requisiti ISEE e il monitoraggio delle scadenze di ciascuna misura. Le scelte di bilancio non producono solo reddito immediato: orientano anche la capacità di gestire la spesa familiare in modo più efficiente e sostenibile nel tempo.

Link utili: INPS, MEF, Ministero dell’Istruzione.

Elenco di criteri pratici per valutare i diversi bonus (in breve):

  • ISEE aggiornato e soglie specifiche per ogni bonus.
  • Modalità di accesso: automatico vs. domanda INPS o gestione comunale.
  • Durata e importi: differenze tra nuove nate, asilo, mamme lavoratrici e congedi.
  • Compatibilità con altre agevolazioni fiscali e detrazioni.
  • Tempistiche di presentazione: rinnovo annuale e termini di domanda.

Modalità di accesso: chi deve presentare domanda e come si riceve il pagamento

Le modalità di accesso ai vari bonus variano in base alla misura. Alcuni aiuti sono automatici, senza necessità di domanda, mentre altri richiedono un iter di richiesta formale. Per i bonus legati all’ISEE esiste spesso la necessità di un ISEE aggiornato; in alcuni casi, il beneficio è automatico per chi rientra nelle soglie, mentre in altri si richiede la presentazione di una domanda all’INPS o una gestione comunale, con consegna della documentazione prevista. I bonus fiscali, come ristrutturazioni e mobili, non richiedono una domanda preventiva e si recuperano in dichiarazione dei redditi, se pagati tramite mezzi tracciabili e accompagnati dalla documentazione adeguata. Per i bonus lavoro, come quelli per mamme, giovani e donne, l’accesso non è demandato al cittadino, ma al datore di lavoro che deve utilizzare le procedure INPS per richiedere l’incentivo.

In pratica, le modalità correnti prevedono una triade di canali: INPS, gestori comunali e portali fiscali. L’accesso automatico è prevista per alcune misure di tipo sociale, come la Carta Dedicata a Te e i bonus per le bollette; in altri casi è necessaria una domanda specifica. Le regole generali indicano che l’ISEE deve essere aggiornato per i bonus sociali, che la domanda INPS è prevista dove indicato, e che i bonus fiscali si recuperano tramite la dichiarazione dei redditi. Le aziende svolgono un ruolo attivo nel sollevare domanda per i bonus occupazionali, ma l’erogazione finale resta soggetta al rispetto delle condizioni previste dalla legge e dai decreti attuativi. Per chi volesse orientarsi, i riferimenti ufficiali di INPS e MEF forniscono le istruzioni pratiche e i moduli necessari, con tempi e scadenze precise.

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Un punto operativo pratico è mantenere una cartella documentale aggiornata: conservare le ricevute di pagamento per asilo nido, spese di baby-sitter, rette, documenti di nascita o adozione, e le evidence di spesa per le rette di asilo. In caso di controlli, questa documentazione facilita la verifica dei requisiti e l’accettazione delle domande. Inoltre, è utile tenere un registro delle scadenze per ogni bonus, in modo da non perdere termini chiave come la presentazione delle domande o l’aggiornamento dell’ISEE.

Riassumendo, la procedura di accesso ai Bonus tredicesima 2026 è variegata e dipende dalla tipologia di beneficio e dalla situazione familiare. Le opportunità hanno spesso una cornice di legge che richiede la verifica regolare degli aggiornamenti, dei decreti attuativi e delle circolari INPS. Le risorse ufficiali forniscono uno strumento affidabile per muoversi tra le regole, evitando errori comuni come la mancata presentazione della DSU o l’ignorare le tempistiche di domanda. Le aziende hanno un ruolo chiave nel facilitare l’accesso agli incentivi occupazionali, ma la circolazione delle misure resta strettamente legata al rispetto delle regole, dei limiti di reddito e dei documenti richiesti.

Per ulteriori dettagli operativi, consultare le pagine INPS dedicate ai bonus sociali e ai provvedimenti di bilancio, nonché i decreti attuativi pubblicati dal MEF. L’impatto economico delle nuove misure può variare in base alle condizioni di reddito, all’ISEE e alle scelte di famiglia, ma la trace percorsa dalla Legge di Bilancio 2026 appare orientata a offrire strumenti pienamente accessibili senza creare ostacoli insormontabili, pur mantenendo una cornice fiscale coerente con l’esigenza di sostenere reddito e diritti.

Link utili: INPS, MEF, ISEE Precompilato INPS.

Come confrontare le agevolazioni e ottimizzare la gestione familiare

La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di misure che, prese singolarmente, possono offrire benefici interessanti, ma che, combinate tra loro, possono generare effetti significativi sul reddito disponibile e sul costo della vita familiare. Per chi sta valutando quali misure siano più utili, è utile procedere con un’analisi comparativa semplice che tenga conto dei limiti di reddito, delle scadenze e delle condizioni ISEE. Ad esempio, una famiglia con reddito medio e due figli potrà avere accesso a: bonus nascita, bonus asilo nido, e pagamenti automatici legati alle bollette e alla Carta Dedicata a Te; contestualmente, l’ottenimento di incentivi occupazionali per i genitori che lavorano può contribuire a ridurre l’imposta sul reddito complessivo, se si verificano le condizioni di accesso. L’obiettivo è di utilizzare in modo sinergico le misure disponibili per avere un effetto complessivo sul reddito familiare.

In questa prospettiva, la scelta tra utilizzare un bonus una tantum, ad esempio per le spese di Natale, o affidarsi a misure strutturali come bonus mamme o congedi più flessibili, dipende dal profilo familiare e dall’andamento delle spese annuali. Una gestione proattiva dei tre pilastri (salute/educazione, casa, lavoro) può fornire una base solida per le scelte finanziarie, senza affidarsi a una singola fonte di reddito. Si consiglia di monitorare le circolari INPS e le guide ministeriali per tenere traccia di eventuali nuove proroghe o modifiche normative.

In conclusione, le conoscenze consolidate per il 2026 consentono di muoversi tra le diverse misure con consapevolezza, evitando errori frequenti come l’inesattezza sui requisiti o la mancata presentazione delle domande. L’approccio migliore rimane quello di consultare fonti ufficiali e servizi di consulenza pubblica per verificare l’accesso alle misure, nonché di confrontarsi con fonti indipendenti per capire il quadro completo. L’obiettivo è offrire una guida pratica e neutrale, con esempi concreti e strumenti utili per orientarsi tra le diverse agevolazioni e diritti disponibili.

Per facilitare la consultazione, ecco una tabella riassuntiva con scenari tipici e risposte rapide.

Scenario ISEE Bonus potenziali Modalità Note
Nuova nascita, due genitori lavoratori ≤ 40.000€ Nascita (1.000€), Asilo (fino a 3.600€), Mamme lavoratrici (60€/mese) INPS per nascita; INPS per asilo; datore di lavoro per mamme Accesso con DSU aggiornata; domande entro termini
Famiglia con reddito medio, raggruppamento spese educative ≤ soglia media Asilo; Bonus libri; Aree di sostegno scolastico Domande INPS e bandi comunali Verificare i requisiti ISEE per ogni misura
Contributo automatico per bollette N/A Bonus bollette 200€ (ISEE ≤ 25.000€) Automatico Controllare DSU
Imprenditoria familiare con assunzioni N/A Bonus assunzioni giovani/donne (2026) Datore di lavoro via INPS Benefici legati a deduzioni fiscali

Per una lettura pratica, è utile analizzare esempi concreti e scenari reali. Le decisioni dovrebbero guidarsi dal confronto tra costi e benefici delle diverse misure, tenendo conto dell’ISEE, del reddito complessivo e delle esigenze della famiglia. I numeri presentati nelle tabelle servono a fornire una cornice di riferimento per introdurre una discussione più ampia sulle politiche di sostegno al reddito e al lavoro, piuttosto che a offrire una guida prescrittiva.

Link utili: INPS, MEF.

FAQ

Che cosa è esattamente la tredicesima nel contesto 2026?

La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che un lavoratore normalmente riceve a fine anno. Nel 2026 si inserisce in un quadro normativo che valorizza anche misure strutturali per la famiglia e per il lavoro femminile. In alcuni casi è automatico, in altri richiede domanda.

Chi può richiedere il bonus nuove nate e quali sono i limiti di reddito?

Il bonus nuove nate prevede 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025, con ISEE minorenni non superiore a 40.000 euro. La domanda va inviata all’INPS entro 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore.

Quali sono le novità principali per le mamme lavoratrici nel 2026?

La Legge di Bilancio 2026 rafforza i sostegni alla maternità con misure strutturali, riporta l’incentivo per assunzioni di giovani e donne nel 2026, e aumenta da 40 a 60 euro al mese l’importo del bonus mamme per chi ha almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro.

Come si richiede il bonus asilo nido?

Il bonus asilo nido è confermato: l’importo varia in base all’ISEE (da 1.500 a 3.600 euro annui). La domanda va presentata all’INPS entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento, allegando la documentazione di spesa.

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