Il cedolino della pensione di gennaio 2025 rappresenta un documento chiave per comprendere l’ammontare erogato dall’INPS, le ragioni di eventuali variazioni, i conguagli fiscali e la presenza di prestazioni aggiuntive. Con oltre 16 milioni di pensionati in Italia che ogni mese consultano il proprio prospetto, conoscere come leggere correttamente il cedolino aiuta a evitare sorprese sullo stipendio pensione e a verificare trattenute, accrediti e comunicazioni dell’Istituto. La pubblicazione anticipata del cedolino da parte dell’INPS e le novità normative sugli indici di rivalutazione del 2024 e del 2025 rendono la lettura ancora più rilevante: il 2024 ha visto un’incremento definitivo già attribuito dal 1° gennaio, mentre il 2025 presenta un indice provvisorio che può generare conguagli.
- Cedolino: documento che dettaglia l’importo mensile e le voci di pagamento.
- Data di valuta: per gennaio 2025 la valuta indicata è il 3 gennaio (fonte INPS, comunicazione di dicembre 2024/2025).
- Limite contante: pagamento in contanti ammesso fino a 1.000 euro netti; oltre è obbligatorio comunicare coordinate bancarie.
- Rivalutazione: indice definitivo 2024 pari al 5,4%; indice provvisorio 2025 pari allo 0,8%, con possibile conguaglio.
- Trattenute fiscali: ricalcolo IRPEF 2024 e recupero in gennaio/febbraio 2025; rateazione estesa per specifiche soglie reddituali.
Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e pedagogiche. Non costituisce un consiglio finanziario personalizzato. Per decisioni relative al tuo patrimonio, rivolgiti a un consulente finanziario indipendente o a un professionista abilitato.
Cedolino pensioni: cos’è il documento pensione e come interpretare le prime voci
Il cedolino è il documento digitale che mostra la composizione mensile della pensione erogata dall’INPS; in pratica è l’equivalente del prospetto paga per i lavoratori dipendenti, ma riferito al trattamento pensionistico. Il cedolino indica l’importo lordo e netto, le ritenute fiscali, le trattenute previdenziali se presenti, eventuali conguagli e la modalità di pagamento. Secondo i dati INPS aggiornati al 20 dicembre 2025, il servizio online è utilizzato quotidianamente da milioni di utenti per verificare le informazioni pensione e scaricare il documento in formato PDF.
Alla prima occhiata sul cedolino compaiono alcune voci ricorrenti: intestazione con i dati anagrafici, numero della rata e mese di riferimento, importo in pagamento, data di valuta, causali dei movimenti e descrizione dei conguagli. È fondamentale identificare immediatamente la rata indicata: per il cedolino di gennaio 2025 questa comparirà con la valuta del 3 gennaio, come comunicato dall’INPS.
Termini tecnici che possono comparire nel cedolino e la loro spiegazione immediata: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), è lo strumento che consente l’accesso ai servizi online dell’INPS; CIE (Carta d’Identità Elettronica), è un’altra credenziale per l’autenticazione; CNS (Carta Nazionale dei Servizi), una forma di accesso digitale. A fini comparativi, nel campo del credito si possono trovare parole come TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), TAN (Tasso Annuo Nominale) e ISC (Indicatore Sintetico di Costo): queste rappresentano costi e parametri dei prodotti finanziari e, sebbene non siano voci del cedolino, è utile conoscerle quando si valuta un prestito o un prodotto a integrazione della pensione.
Esempio pratico: un pensionato che trova nel cedolino la voce “Conguaglio Pensione da Rinnovo” potrebbe leggere un importo a debito o a credito relativo al rinnovo delle pensioni per l’anno 2025. INPS ha spiegato che tali conguagli sono stati riportati nel cedolino di gennaio e sono relativi a operazioni di rinnovo e rivalutazione.
Dato verificabile: l’indice di rivalutazione definitivo per il 2024 è stato confermato al 5,4% (fonte INPS, comunicazione di dicembre 2024). Questo significa che la variazione già attribuita dal 1° gennaio 2024 non genera conguagli aggiuntivi in relazione a quella voce.
Limiti e avvertenze: il cedolino fornisce molte informazioni, ma non sostituisce una consulenza personalizzata. Alcune voci possono dipendere da situazioni particolari (es. detassazioni per residenza estera, vittime del terrorismo) o da interventi amministrativi che richiedono verifica da parte dell’INPS o di un consulente fiscale. Per chiarimenti specifici è possibile consultare le circolari INPS pubblicate sul sito istituzionale.
Insight finale: la prima lettura del cedolino dovrebbe concentrarsi su intestazione, rata, importo netto e causali di conguaglio per capire rapidamente se l’importo corrisponde a quanto atteso e se ci sono trattenute anomale.
Come accedere e leggere il cedolino INPS di gennaio 2025: credenziali, passaggi e strumenti utili
Per consultare il cedolino pensioni di gennaio 2025 è necessario essere in possesso di credenziali digitali accettate dall’INPS. Le modalità principali di accesso sono SPID, la Carta d’Identità Elettronica (CIE) e la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). SPID è ormai lo standard per l’accesso ai servizi pubblici digitali e, secondo dati pubblici, oltre il 70% delle autenticazioni INPS avviene tramite SPID nella fascia temporale 2024-2025 (dati di utilizzo dei servizi digitali, fonte INPS).
Procedura pratica per accedere: 1) collegarsi al portale ufficiale INPS; 2) selezionare il servizio “Cedolino di pensione”; 3) autenticarsi con SPID/CIE/CNS; 4) scegliere l’anno e il mese di riferimento (ad esempio “gennaio 2025”); 5) visualizzare, scaricare o stampare il cedolino in PDF. È possibile confrontare cedolini di mesi differenti per rilevare variazioni progressive nell’importo pensione o nei contributi.
Esempio concreto: il signor Rossi, pensionato che riceve la pensione tramite conto bancario, accede con SPID e trova nel cedolino di gennaio 2025 la voce “Pagamento con valuta 03/01/2025” e la descrizione di un conguaglio IRPEF relativo al 2024. Se non si riesce a visualizzare il documento, suggerimenti pratici includono verificare la validità delle credenziali, aggiornare il browser e riprovare dopo qualche minuto, dato che l’INPS rilascia i cedolini in blocco nel periodo indicato.
Per chi ha difficoltà con le credenziali digitali, esistono alternative di assistenza fisica: sportelli INPS, patronati o servizi online dei CAF che possono coprire la visualizzazione o la stampa del documento a titolo informativo. È importante ricordare che il cedolino può essere scaricato e conservato come documento ufficiale ai fini di certificazione del trattamento previdenziale.
Dato verificabile: l’INPS ha reso disponibile il cedolino online in anticipo a partire dal 19 dicembre per alcune mensilità, agevolando la consultazione prima dei pagamenti (fonte INPS, comunicati di dicembre 2024). Questa tempistica può variare e le date vanno verificate direttamente sul portale.
Limiti e avvertenze: l’accesso online non è esente da problemi tecnici o di privacy. È opportuno utilizzare reti sicure e non condividere le credenziali. In caso di errori sui dati anagrafici o fiscali, la modifica richiede procedure amministrative e può non riflettersi immediatamente sul cedolino successivo.
Per maggiori dettagli pratici su date e modalità di pagamento a gennaio 2025 è possibile consultare le informazioni dedicate al pagamento delle pensioni pubblicate su siti di informazione specializzati come pagamento pensioni gennaio 2025, che riassumono le scadenze e le modalità operative.
Insight finale: l’accesso al cedolino è semplice ma richiede credenziali aggiornate; conservare il PDF scaricato permette di avere una prova immediata delle variazioni e dei conguagli riportati nel mese di gennaio 2025.
Date di pagamento, valuta e limiti per il contante: cosa segnala il cedolino di gennaio 2025
La data di pagamento riportata sul cedolino è fondamentale per sapere quando l’importo sarà effettivamente disponibile sul conto o in contanti. Per le pensioni il pagamento avviene generalmente il primo giorno bancabile del mese; l’eccezione è gennaio: per il 2025 l’INPS ha fissato la valuta al 3 gennaio per la rata di gennaio. Questa indicazione permette di allineare aspettative e pianificazione delle spese, soprattutto per chi vive con un budget mensile fisso. La fonte di riferimento per queste informazioni è la comunicazione INPS di dicembre 2024.
Un elemento pratico da osservare sul cedolino è la modalità di pagamento. L’INPS ricorda che il pagamento in contanti è consentito solo per importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Se l’importo supera tale soglia, il beneficiario deve aver comunicato all’INPS le coordinate bancarie per l’accredito. La comunicazione è possibile tramite il servizio online “Cambiare le coordinate di accredito della pensione”.
Esempio pratico: la signora Bianchi percepisce una pensione netta di 1.250 euro. Poiché il limite per il contante è superato, il cedolino di gennaio riporterà la modalità di pagamento tramite accredito su conto corrente e indicherà la banca o l’istituto finanziario presso cui è stato disposto l’accredito. In assenza di coordinate aggiornate, l’INPS può sospendere la liquidazione finché non vengono comunicate le informazioni richieste.
Dato verificabile: limite contante di 1.000 euro netto, indicato nelle comunicazioni ufficiali INPS (data riferimento: dicembre 2024). Questo vincolo è previsto per motivi di tracciabilità e di sicurezza e si applica a tutte le prestazioni pensionistiche e assistenziali.
Limiti e avvertenze: la dicitura “data di valuta” non sempre coincide con la data di effettiva disponibilità, poiché possono intervenire procedure bancarie interne che ritardano l’accredito di qualche giorno. Inoltre, i pensionati che riscuotono presso uffici postali possono vedere tempistiche diverse rispetto a chi riscuote tramite istituto bancario; per esempio, in alcuni anni la mensilità di gennaio è stata pagata con calendari leggermente differenziati tra Poste Italiane e banche.
Per chi necessita di informazioni pratiche su cambiare le coordinate o vuole consultare il calendario dei pagamenti, risorse informative specializzate riportano chiaramente le procedure operative e i passaggi da seguire. Un approfondimento operativo su pagamenti e assegnazioni correlate si trova anche su pagine di servizio come pagamento assegno unico 2025, che illustra tempistiche analoghe per altre prestazioni assistenziali.
Insight finale: verificare sempre la voce “modalità di pagamento” e la data di valuta sul cedolino; la soglia dei 1.000 euro per il contante può influenzare la scelta di aggiornare le coordinate di accredito prima del pagamento di gennaio.
Rivalutazione delle pensioni e conguagli: indice definitivo 2024 e provvisorio 2025 spiegati
La rivalutazione delle pensioni incide direttamente sull’importo percepito dai pensionati e viene applicata in base a indici stabiliti dalla normativa. Per il 2024 l’indice di rivalutazione è stato confermato nella misura del 5,4% e attribuito dal 1° gennaio 2024 in via provvisoria; INPS ha successivamente confermato tale valore come definitivo, pertanto non è dovuto alcun conguaglio per la rivalutazione 2024. Questo dato è indicato nelle comunicazioni ufficiali emesse dall’INPS e costituisce una base per il calcolo pensione di riferimento.
Per l’anno 2025 l’indice provvisorio di rivalutazione è stato fissato allo 0,8%, con possibile conguaglio da effettuarsi l’anno successivo. Tale misura è in vigore salvo variazioni normative o aggiornamenti definitivi. Le prestazioni di accompagnamento alla pensione (assegni straordinari, isopensione, indennità di espansione, APE sociale) non vengono rivalutate in quanto non hanno natura di prestazione pensionistica; questo significa che alcuni beneficiari non vedranno alcuna variazione percentuale in corrispondenza del rinnovo.
Esempio concreto: un pensionato con una pensione lorda di 1.200 euro mensili che beneficia dell’indice del 5,4% nel 2024 ha già ricevuto l’aumento pro rata nel corso dell’anno; per il 2025 l’applicazione provvisoria dello 0,8% potrebbe comportare un incremento contenuto ma suscettibile di conguagli nel 2026, qualora l’indice definitivo risultasse differente. L’eventuale conguaglio a credito o a debito è spesso riportato sul cedolino con la descrizione “Conguaglio Pensione da Rinnovo“.
Dato verificabile: indice provvisorio 2025 pari allo 0,8% (fonte INPS, comunicazioni ufficiali dicembre 2024). Gli importi soggetti a rivalutazione e i relativi ricalcoli possono essere consultati nelle circolari INPS pubblicate sul sito istituzionale.
Limiti e avvertenze: la rivalutazione è calcolata su base normativa e può subire modifiche in sede di legge di bilancio o di aggiornamenti normativi. I conguagli possono risultare a debito per il pensionato se l’INPS rileva che sono state erogate somme in eccesso rispetto al dovuto, e il recupero può essere esteso su più mensilità in relazione alla normativa vigente.
Per i casi più complessi, come la presenza di redditi esteri, detrazioni particolari o situazioni familiari complesse, il cedolino può non fornire la spiegazione completa: in questi casi è utile rivolgersi a un patronato o a un consulente fiscale per verificare come la rivalutazione e i conguagli si riflettono sul calcolo pensione complessivo.
Insight finale: la voce relativa alla rivalutazione e l’eventuale dicitura “Conguaglio Pensione da Rinnovo” sono quelle che più spesso spiegano variazioni significative sul cedolino di gennaio; controllarle con attenzione evita malintesi sul valore reale della pensione.
Trattenute fiscali, conguaglio IRPEF e addizionali: cosa leggere nel cedolino di gennaio 2025
Il cedolino di gennaio 2025 contiene anche le informazioni sulle trattenute fiscali effettuate dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta. Tra le voci più rilevanti ci sono le trattenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali e gli eventuali conguagli relativi all’anno precedente. L’INPS ha effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali relative al 2024 sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate.
Se le trattenute risultano inferiori a quanto dovuto su base annua, l’INPS ha l’obbligo di recuperare le differenze a debito sulle rate di pensione di gennaio e febbraio 2025, anche con azzeramento dell’importo mensile in pagamento se le imposte sono pari o superiori alla rata. Tuttavia, per i pensionati con importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro, se il conguaglio a debito supera i 100 euro, la normativa consente la rateazione fino alla mensilità di novembre (art. 38, comma 7, decreto legge n. 78/2010, convertito nella legge n. 122/2010).
Esempio operativo: il signor Verdi con pensione annua di 16.500 euro subisce un conguaglio IRPEF a debito di 150 euro. Secondo le norme, potrà rateizzare questo importo fino alla mensilità di novembre, non subendo così l’azzeramento immediato della rata di gennaio. Invece, un pensionato con reddito annuale superiore a 18.000 euro potrebbe vedere il recupero diluito solo su poche mensilità o addirittura con una trattenuta concentrata in gennaio/febbraio.
Dato verificabile: soglia 18.000 euro e possibilità di rateazione fino a novembre per conguagli superiori a 100 euro (fonte normativa: decreto legge n. 78/2010, conversione legge n. 122/2010; comunicazione INPS, dicembre 2024).
Limiti e avvertenze: non tutte le trattenute sono visibili come singole voci spiegate nel cedolino; alcune detrazioni possono essere applicate in modo automatico ma richiedono la presentazione di dati aggiornati (es. carichi di famiglia). Inoltre, alcune prestazioni sono esenti da trattenute, come le prestazioni di invalidità civile o le pensioni non imponibili per specifiche motivazioni.
Per chi attende rimborsi derivanti da dichiarazioni fiscali come il modello 730, il cedolino può riportare accrediti o trattenute correlate alla certificazione unica. Informazioni operative su rimborsi e accrediti collegati alla dichiarazione dei redditi sono disponibili su risorse dedicate come rimborso 730 accredito, che spiega le tempistiche e le modalità di accredito su cedolino o conto corrente.
Insight finale: la sezione delle trattenute e dei conguagli del cedolino richiede attenzione per riconoscere se si tratta di un recupero dovuto a calcoli a consuntivo o di detrazioni applicate automaticamente; verificare soglie e possibilità di rateazione può evitare criticità di liquidità.
Voci del cedolino, tredicesima, quattordicesima e altre prestazioni: interpretazione e confronto
Il cedolino non si limita a mostrare la pensione mensile base: può includere anche importi straordinari come la tredicesima, la quattordicesima e altri bonus o integrazioni. La tredicesima è la gratifica che in molti casi viene corrisposta nella rata di dicembre; la quattordicesima è una somma aggiuntiva che viene versata in base a specifici requisiti anagrafici e reddituali. Per il 2025 alcune platee hanno ricevuto la quattordicesima al momento previsto e importi aggiuntivi per i pensionati con redditi più bassi.
Esempio pratico: un pensionato che ha compiuto 64 anni nella seconda metà del 2025 potrebbe essere destinatario della quattordicesima, come indicato nelle istruzioni INPS. Per chi volesse approfondire requisiti di età e soglie reddituali, sono disponibili spiegazioni operative su siti di informazione che dettagliano le condizioni per la pensione 64 anni e le relative prestazioni accessorie: pensione 64 anni.
Per offrire un confronto chiaro tra le voci importanti del cedolino, il seguente tabella comparativa sintetizza criteri, vantaggi e limiti per profili diversi.
| Critère | Valore tipico | Limite | Profilo adattato |
|---|---|---|---|
| Rivalutazione 2024 | +5,4% | Definitiva per il 2024, senza conguagli | Pensionati con importi medi e alti |
| Rivalutazione 2025 | Provv. +0,8% | Possibile conguaglio nel 2026 | Pensionati con variazioni reddituali |
| Tredicesima | Una mensilità | Varie in base a prestazione | Pensionati titolari di pensione contributiva/assicurativa |
| Quattordicesima | Importo aggiuntivo variabile | Requisiti di età e reddito | Pensionati con età >64 e basse condizioni reddituali |
Dato verificabile: la quattordicesima e gli importi aggiuntivi vengono erogati secondo criteri anagrafici e reddituali stabiliti dalla normativa e dalle circolari INPS; le somme aggiuntive per il 2025 sono state messe in pagamento con la rata di dicembre 2025 (fonte INPS, dicembre 2025).
Limiti e avvertenze: le condizioni per la tredicesima e la quattordicesima possono cambiare in base a interventi di legge; è quindi importante controllare la descrizione della causale sul cedolino per comprendere a quale platea si riferisce la prestazione aggiuntiva.
Insight finale: la presenza di tredicesima o quattordicesima nel cedolino cambia significativamente il valore netto percepito; utilizzare la tabella del cedolino per distinguere tra prestazioni ordinarie e somme una tantum aiuta a pianificare il bilancio personale.
Errori frequenti e consigli pratici per leggere il cedolino della pensione
Molte anomalie o dubbi che emergono dalla lettura del cedolino dipendono da errori facilmente evitabili. Una checklist pratica aiuta a ridurre gli errori più comuni e a comprendere rapidamente quali azioni intraprendere. Prima di tutto, è consigliabile verificare l’identità del beneficiario, il codice fiscale e il numero di rata indicati in alto nel cedolino.
- Controllare la rata: assicurarsi che il mese e l’anno corrispondano al periodo atteso.
- Verificare la modalità di pagamento: conto corrente o pagamento in contanti (limite 1.000 euro).
- Leggere le causali dei conguagli: “Conguaglio Pensione da Rinnovo” spesso indica recuperi o integrazioni relativi al rinnovo annuale.
- Confrontare cedolini: osservare l’andamento delle voci negli ultimi 12 mesi per individuare variazioni improvvise.
- Usare il servizio online per cambiare coord.: se necessario, aggiornare le coordinate bancarie tramite il servizio “Cambiare le coordinate di accredito della pensione”.
Esempio reale: una famiglia che gestisce il budget del pensionato può scoprire che il cambiamento del metodo di pagamento (da contanti a accredito) è dovuto al superamento della soglia dei 1.000 euro; aggiornare le coordinate bancarie evita ritardi nei pagamenti futuri.
Dato verificabile: oltre il 60% delle richieste di assistenza agli sportelli riguarda problemi di accesso o di aggiornamento delle informazioni anagrafiche (statistica aggregata da servizi di patronato 2024-2025).
Limiti e avvertenze: correggere errori anagrafici o fiscali potrebbe richiedere tempi lunghi e interventi presso l’INPS; la correttezza del cedolino dipende anche dalle informazioni fornite dal pensionato e dai dati trasmessi dagli enti previdenziali.
Checklist di azioni consigliate in caso di incongruenze:
- Scaricare e conservare il cedolino in PDF per archiviazione e verifica.
- Confrontare le voci con i cedolini precedenti.
- Verificare eventuali comunicazioni dall’INPS nella propria area personale.
- Contattare un patronato o un consulente fiscale per casi complessi.
- Se necessario, aggiornare coordinate bancarie o inviare documentazione giustificativa.
Per ulteriori approfondimenti operativi su scadenze e importi accessori vale la pena consultare guide pratiche aggiornate, come quella che spiega il calcolo della tredicesima nel contesto 2026, per chi valuta proiezioni future: tredicesima calcolo 2026.
Insight finale: una lettura metodica del cedolino, affiancata da una semplice checklist, riduce il rischio di fraintendimenti e facilita l’identificazione rapida delle voci che richiedono approfondimento.
Servizi digitali, privacy, risorse ufficiali e cosa fare in caso di errore
I servizi digitali dell’INPS offrono strumenti per consultare, salvare e condividere il cedolino, ma è essenziale tutelare la privacy e agire con attenzione. Le credenziali SPID e CIE devono essere custodite in modo sicuro. In caso di accessi sospetti o problemi di visualizzazione, è consigliabile cambiare password e segnalare l’anomalia ai canali ufficiali dell’INPS.
Risorse ufficiali utili includono il sito INPS per le circolari e le comunicazioni, il portale dell’Arbitro Bancario Finanziario per controversie con istituti finanziari, e i siti di riferimento come Banca d’Italia, CONSOB e IVASS per aspetti economico-finanziari correlati a strumenti di integrazione della pensione. I link esterni a pagine informative specializzate possono offrire spiegazioni passo passo su procedure particolari; ad esempio, per approfondire tematiche connesse a rimborsi fiscali collegati al 730 e al loro accredito si può consultare una guida operativa dedicata: rimborso 730 accredito.
Esempio pratico: un pensionato nota una trattenuta anomala e decide di inviare un reclamo tramite il servizio online INPS. Parallelamente contatta un patronato per l’assistenza nella documentazione da allegare. L’utilizzo combinato di strumenti digitali e assistenza professionale consente di accelerare i tempi di risoluzione.
Dato verificabile: molte richieste di rettifica dei cedolini vengono risolte entro 90 giorni se corredate da documentazione completa (dati medi basati su flussi di pratiche 2024-2025). Tuttavia, i tempi possono variare secondo l’ufficio e la complessità della pratica.
Limiti e avvertenze: l’articolo non può fornire consulenza personalizzata su casi specifici; per questioni complesse relative a calcoli di pensione o controversie fiscali è sempre raccomandato rivolgersi a un professionista. Le norme fiscali e previdenziali sono soggette a modifiche e le informazioni quantitative possono variare con nuove disposizioni legislative.
Insight finale: utilizzare i servizi digitali per scaricare e archiviare il cedolino, accompagnati dall’assistenza di patronati o consulenti, è la strategia più efficace per risolvere anomalie e preservare la propria situazione economica.
Domande frequenti pratiche per leggere il cedolino di gennaio 2025
Le seguenti domande rispecchiano i dubbi più comuni tra i pensionati quando consultano il cedolino di gennaio 2025: dalla modalità di pagamento ai conguagli fiscali, fino alle prestazioni aggiuntive.
Come verifico la data di valuta sul cedolino?
La data di valuta è indicata nella parte alta del cedolino accanto all’importo in pagamento; per gennaio 2025 la valuta indicata è il 3 gennaio (fonte INPS). Se la data non coincide con l’accredito effettivo, contattare la banca o l’ufficio postale incaricato.
Cosa significa ‘Conguaglio Pensione da Rinnovo’?
Si tratta del ricalcolo legato alle operazioni di rinnovo delle pensioni che può generare importi a credito o a debito. L’importo è indicato sul cedolino con la relativa causale; se non chiaro, richiedere spiegazioni all’INPS o a un patronato.
Quando vengono trattenute le addizionali regionali e comunali?
Le addizionali relative al 2024 vengono trattenute a partire dal rateo di gennaio 2025 e sono recuperate in 11 rate nell’anno successivo a quello di riferimento. Alcune prestazioni esenti non subiscono tali trattenute.
Cosa fare se il pagamento supera i 1.000 euro e non ho coordinate bancarie aggiornate?
Se l’importo netto supera 1.000 euro è obbligatorio comunicare all’INPS le coordinate per l’accredito tramite il servizio ‘Cambiare le coordinate di accredito della pensione’; in mancanza di comunicazione l’erogazione può subire ritardi.
