I Premi Best Brands 2026: L’Undicesima Edizione della Ricerca che Celebra l’Eccellenza porta in primo piano una valutazione articolata dei marchi che contano nel mercato italiano. La ricerca coniuga indicatori economici e percezione emotiva, offrendo una fotografia che può aiutare tanto i consumatori quanto i professionisti del marketing a comprendere come la qualità, l’innovazione e la capacità di generare legami incidano sulla reputazione e sulla performance commerciale. Quest’anno l’attenzione si sposta su elementi di positività strategica: la nuova categoria Best Joytitude Brand premia le marche che, secondo i consumatori, trasmettono speranza, entusiasmo e desiderio, trasformando la positività in un vantaggio competitivo. La cerimonia prevista negli Studi Rai di Milano riunirà stakeholder, autori di strategie e startup selezionate per un premio in media-spend che punta a valorizzare soluzioni innovative nel marketing. Più che un elenco di vincitori, la ricerca si propone come uno strumento operativo: offre criteri di lettura per confrontare i brand, punti di attenzione per evitare scelte poco informate e suggerimenti per interpretare i segnali di mercato in modo critico e utile.
- Premi Best Brands: quattro riconoscimenti speciali tra cui la novità Best Joytitude Brand.
- Metodologia: integrazione di dati economici e valutazioni emotive con un campione rappresentativo.
- Dimensione: circa 15.000 valutazioni da 5.000 consumatori su 300 marchi in 50 categorie.
- Focus pratico: criteri concreti per confrontare qualità, innovazione e leadership di marca.
- Strumenti: premi per reputazione e Innovation Award rivolto a startup/scaleup meritevoli.
Best Brands 2026: cosa misura l’Undicesima Edizione della Ricerca
La Ricerca alla base dell’Undicesima Edizione mira a valutare due dimensioni complementari che, insieme, compongono il valore di un marchio: la performance di mercato e la capacità di instaurare relazioni emotive con i consumatori. La prima dimensione è una misura quantitativa della posizione competitiva sul mercato, mentre la seconda è qualitativa e riguarda la percezione, la fiducia e il riconoscimento simbolico del brand.
Questo approccio consente di leggere l’Eccellenza non solo come quota di vendita, ma come presenza culturale. Per esempio, un marchio alimentare che mantiene volumi stabili ma genera forti raccomandazioni e fedeltà potrà risultare più solido su alcune metriche rispetto a un concorrente con picchi di vendita stagionali. La metodologia impiegata cerca quindi di bilanciare gli aspetti economici con la componente emozionale, offrendo una visione che può essere utile sia ai manager sia ai consumatori che vogliono capire perché alcuni Marchi ottengono un Riconoscimento pubblico.
Da un punto di vista pratico, questo significa che le classifiche non sono semplici graduatorie di vendite: sono risultati di un modello che incrocia indicatori come share of market (quota di mercato) e misure di “share of soul” (legame emotivo). Per chi osserva il mercato, può emergere che una PMI innovativa con forte engagement digitale, pur avendo una quota limitata, ottiene un posizionamento elevato grazie a un rapporto intenso con la propria audience. Questo è particolarmente utile per interpretare scenari dove la leadership di marca assume forme non convenzionali.
Un insight chiave: la misurazione integrata permette di individuare marchi che, pur non essendo i più grandi per fatturato, incarnano caratteristiche di qualità e identità tali da costruire valore nel medio-lungo periodo.

Metodo e campione: come si costruisce il ranking dei Premi Best Brands
Il metodo della ricerca è strutturato per garantire rappresentatività e comparabilità. La rilevazione si basa su circa 15.000 valutazioni raccolte da 5.000 consumatori selezionati come campione rappresentativo della popolazione italiana. I partecipanti sono stati chiamati a esprimersi su 300 brand distribuiti in 50 categorie, consentendo una panoramica ampia e trasversale del sistema dei marchi.
Il periodo di field, svolto tra novembre e dicembre 2025, integra dati di panel consumer e dati retail con la voce diretta delle persone in un modello single source. Questo significa che le informazioni quantitative di mercato (come volumi e share) sono confrontate e incrociate con percezioni soggettive, creando una base dati che favorisce analisi strutturali e confronti tra settori diversi.
Per gestire possibili bias, la metodologia prevede stratificazioni per età, genere, area geografica e comportamento d’acquisto. Inoltre, le categorie di prodotto sono state definite per minimizzare sovrapposizioni e consentire valutazioni coerenti. Per esempio, nel comparto telefonia i brand vengono confrontati su criteri di tecnologia, assistenza e notorietà emotiva, mentre nel largo consumo si considerano qualità percepita e valore per il prezzo.
Dal punto di vista operativo, i risultati sono presentati in ranking che combinano due assi: performance economica e relazione emotiva. Questo approccio aiuta a evitare errori comuni nell’interpretazione: un brand dominante per volumi può risultare meno rilevante se la componente emotiva è debole. Al contrario, un marchio con forte innovazione e legame emotivo può essere un candidato a crescita futura anche se oggi ha quote limitate.
Un ultimo punto di attenzione riguarda la periodicità: confrontare l’undicesima edizione con le precedenti permette di cogliere trend emergenti, come lo spostamento verso temi di autenticità e, ora, di positività strategica. Insight finale: la robustezza del campione e la combinazione di dati rendono i risultati utili per comprendere dinamiche complesse, purché interpretati con attenzione al contesto settoriale.
I quattro premi speciali: significato di Best Product Brand, Best Service Brand, Best Growth Brand e Best Joytitude Brand
La formula dell’Undicesima Edizione assegna quattro Premi Best Brands con logiche distinte ma complementari. Il Best Product Brand riconosce la capacità di un marchio di offrire prodotti distintivi per qualità e performance. Il Best Service Brand premia invece l’eccellenza nei servizi offerti, con attenzione a customer experience, assistenza e affidabilità. Il Best Growth Brand è destinato ai marchi che mostrano traiettorie di espansione significative; qui si guardano non solo i numeri, ma la sostenibilità della crescita. Infine, la novità dell’edizione è il Best Joytitude Brand, che misura la capacità di trasmettere speranza, entusiasmo e desiderio.
Questi riconoscimenti non sono semplici etichette: rappresentano criteri operativi. Per esempio, un produttore di apparecchiature domestiche valutato per il Best Product Brand sarà analizzato su durabilità, innovazione tecnica e valore percepito. Un’impresa di servizi finanziari candidata al Best Service Brand dovrà dimostrare processi di assistenza chiari, comunicazione trasparente e coerenza tra promessa e delivery.
La componente Joytitude è particolarmente interessante dal punto di vista strategico. Non si tratta di misurare un semplice sentimento, ma di quantificare un effetto di positività che può tradursi in preferenza d’acquisto. Marchi che trasmettono speranza e desiderio possono attivare comportamenti di fidelizzazione e advocacy più duraturi. Nel contesto attuale, segnato da incertezze economiche, questa leva emotiva può diventare un vero differenziale competitivo.
Un caso ipotetico: «Aurora Foods», una PMI del Sud che ha rilanciato prodotti tipici con packaging sostenibile e campagne emozionali, potrebbe risultare candidata sia al Best Product Brand (per qualità organolettiche) sia al Best Joytitude Brand (per aver generato entusiasmo locale). Questo esempio mostra come i criteri possano sovrapporsi e suggerire strategie integrate.
Insight conclusivo: i quattro premi offrono griglie diverse per leggere la forza di un marchio; comprendere le diverse valenze aiuta a interpretare i risultati in chiave operativa.

Share of Market e Share of Soul: l’approccio duale che assegna il Riconoscimento
La distinzione tra Share of Market e Share of Soul è il cuore metodologico dei Premi Best Brands. La prima misura la posizione commerciale di un marchio: volumi di vendita, quota di mercato e performance commerciale. La seconda valuta il capitale relazionale: affezione, raccomandazione, riconoscimento simbolico. La combinazione di queste due metriche consente una lettura sfumata dell’Eccellenza.
Per i decision maker, il vantaggio pratico è evidente. Un brand con alto share of market ma basso share of soul potrebbe essere vulnerabile a un competitor più agguerrito o a crisi reputazionali. Viceversa, un brand con alto share of soul ma quote di mercato contenute ha margini di crescita se riesce a convertire affezione in acquisti. Questo approccio invita a leggere i numeri non come fini a se stessi ma come elementi di un ecosistema relazionale e commerciale.
Nel valutare un marchio, è utile considerare indicatori proxy: Net Promoter Score (NPS) o percentuali di raccomandazione come elementi che informano lo share of soul. Sul fronte economico, indicatori come sell-out e quota di categoria descrivono lo share of market. La ricerca Best Brands integra questi dati in modo da offrire una mappa comparabile tra settori diversi.
Un esempio pratico: «Luca», responsabile marketing in una media impresa moda, usa i risultati per decidere dove investire. Se il brand mostra forte share of soul ma scarsi risultati di vendita in nuove regioni, la strategia potrà puntare su distribuzione mirata e partnership locali. Al contrario, se la quota di mercato è alta ma la reputazione è fragile, sarà prioritario rafforzare comunicazione corporate e servizio clienti.
Insight finale: leggere insieme share of market e share of soul permette di identificare rischi e opportunità più chiaramente, evitando decisioni basate su un solo indicatore.
Impatto per i Marchi: esempi pratici e casi d’uso
I risultati dei Premi Best Brands possono avere effetti concreti sulle strategie aziendali. Per le imprese grandi, il riconoscimento funge da leva per consolidare la leadership e giustificare investimenti in innovazione. Per le PMI, un buon posizionamento può aprire porte verso distributori e partner commerciali, fungendo da segnale di affidabilità nel processo di scaling.
Un caso di studio ipotetico: «Aurora Foods» ottiene menzione per qualità e positività emotiva. Il team commerciale potrebbe usare questo Riconoscimento come elemento di brand trust nelle trattative con retailer regionali, migliorando condizioni commerciali. Parallelamente, il reparto comunicazione può capitalizzare su contenuti che raccontano la storia del prodotto per rafforzare la Share of Soul.
Al contrario, esistono errori frequenti da evitare. Tra questi: considerare il premio come una semplice leva pubblicitaria, senza reali cambiamenti operativi; ignorare la coerenza tra messaggi e azioni; sovrastimare l’effetto immediato del Riconoscimento sulle vendite. I manager dovrebbero quindi usare i risultati come input per strategie integrate e misurabili.
Per i consumatori, la lettura dei ranking può aiutare a valutare qualità e affidabilità. Tuttavia, è bene ricordare che un premio non sostituisce la verifica di elementi concreti come servizio post-vendita, garanzie e condizioni contrattuali. La ricerca offre spunti, ma ogni scelta d’acquisto dovrebbe essere basata su criteri personali e verificabili.
Insight: il valore del Riconoscimento si manifesta se associato a scelte strategiche coerenti e monitorate, non come fine a sé stesso.
Best Reputation Mention e Innovation Award: reputazione, media e Innovazione
Accanto ai ranking principali, la manifestazione incorpora altri elementi di valore pubblico. La Best Reputation Mention l’azienda che ha rafforzato la propria reputazione attraverso una comunicazione corporate coerente e credibile. Questo riconoscimento enfatizza il nesso tra trasparenza, governance e percezione esterna.
Il Innovation Award
Per le imprese, partecipare a queste categorie può richiedere di riflettere su aspetti concreti: misurazione degli impatti comunicativi, strategie ESG coerenti e progetti pilota che dimostrino capacità di innovare. Un esempio tangibile: una scaleup che sviluppa una piattaforma di fidelizzazione basata su AI potrebbe candidarsi all’Innovation Award dimostrando case study di campagne efficaci e KPI misurabili.
Dal punto di vista dei consumatori e degli osservatori, questi riconoscimenti offrono segnali utili su quali aziende investono in lungo termine e in Innovazione. Tuttavia, è importante interpretare i premi come indicatori, non come garanzie assolute: i benefici concreti dipendono dall’implementazione strategica post-premi.
Insight chiave: reputazione e innovazione sono leve pratiche per costruire Eccellenza, ma il loro valore si realizza quando integrate in processi misurabili e sostenibili.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Valutazioni raccolte | 15.000 |
| Consumatori coinvolti | 5.000 |
| Brand analizzati | 300 |
| Categorie | 50 |
| Periodo field | Novembre–Dicembre 2025 |
Come interpretare i risultati: criteri pratici per consumatori e manager
Interpretare i ranking richiede attenzione a criteri concreti. Per i consumatori, i punti di verifica consigliati sono tre: qualità del prodotto/servizio, trasparenza delle informazioni e feedback reali di altri utenti. Questi elementi aiutano a trasformare un premio in una scelta informata.
Per i manager, l’interpretazione deve considerare: coerenza strategica tra posizionamento e attività operative; sostenibilità delle performance; potenziali aree di debolezza evidenziate dalla ricerca. Si suggerisce di utilizzare la mappa share of market vs share of soul per definire azioni mirate: investire in R&D, rafforzare la customer experience o consolidare la reputazione corporate a seconda dei gap identificati.
Una lista di controlli pratici utile:
- Verificare se il Riconoscimento riguarda un aspetto specifico (prodotto, servizio, crescita o Joytitude).
- Analizzare la sostenibilità della crescita segnalata dal premio (es. canali, margini, ripetizione d’acquisto).
- Confrontare feedback qualitativi con indicatori quantitativi per evitare valutazioni parziali.
- Considerare eventuali campagne promozionali che possono aver influenzato temporaneamente la visibilità.
Interpretare i dati con prudenza e rigore aiuta a evitare errori frequenti come sovrastimare l’impatto immediato del premio sulle vendite o usare il Riconoscimento come unico criterio di selezione. Per i consumatori, il consiglio pratico è leggere il contesto del premio e integrare con informazioni su servizio post-vendita e garanzie.
Insight finale: i risultati sono strumenti utili solo se combinati con analisi contestuali e verifiche pratiche, e possono guidare scelte più informate sia per chi compra sia per chi gestisce un brand.
Scenari futuri e rischi: cosa significa Eccellenza nel contesto 2026
Nel 2026 l’Eccellenza di marca assume connotati che vanno oltre la mera performance commerciale. Elementi come sostenibilità, trasparenza, capacità di generare emozioni positive e Innovazione tecnologica giocano ruoli sempre più centrali. Questo significa che la leadership non può più essere valutata esclusivamente su KPI tradizionali: la percezione sociale e la capacità di rispondere a sfide culturali sono variabili decisive.
I rischi principali per i marchi includono: disallineamento tra messaggio e pratica, vulnerabilità reputazionale in caso di crisi e incapacità di rinnovarsi in un contesto competitivo. Esempi concreti mostrano come un’azienda che comunica impegno ambientale ma non lo traduce in pratiche misurabili possa creare aspettative non soddisfatte, con impatto negativo sulla Share of Soul.
Per le PMI e le startup, si apre la possibilità di sfruttare riconoscimenti come leve di crescita, ma con attenzione: senza strategie operative coerenti, il Riconoscimento può restare un elemento di visibilità temporaneo. Al contrario, l’integrazione tra innovazione di prodotto, servizio clienti efficace e storytelling autentico può trasformare un premio in valore duraturo.
Un possibile scenario futuro è quello di una competizione dove la Joytitude diventa fattore differenziante: marchi capaci di evocare speranza e desiderio potrebbero attrarre segmenti di consumatori sensibili a narrazioni positive. Tuttavia, la misurazione di questi effetti richiederà indicatori nuovi e robusti per evitare interpretazioni superficiali.
Insight conclusivo: nel 2026 l’Eccellenza sarà probabilmente sempre più multidimensionale; per coglierla è necessario bilanciare performance, reputazione e Innovazione in modo integrato.
Cosa sono i Premi Best Brands e perché contano?
I Premi Best Brands sono riconoscimenti che combinano indicatori economici e percezione emotiva per valutare la forza dei marchi. Possono offrire segnali utili per comprendere qualità, Innovazione e leadership, ma vanno interpretati insieme ad altri dati operativi.
Come è stato costruito il campione della Ricerca?
La Ricerca si è basata su circa 15.000 valutazioni provenienti da 5.000 consumatori rappresentativi, con analisi su 300 brand in 50 categorie. Il field è stato condotto tra novembre e dicembre 2025 e integra dati panel e retail in un modello single source.
Che cosa misura il nuovo Best Joytitude Brand?
Il Best Joytitude Brand premia i marchi che, secondo i consumatori, trasmettono speranza, entusiasmo e desiderio. È pensato come indicatore strategico della positività come leva competitiva, non come misura puramente soggettiva.
Come usare i risultati se si è un consumatore?
I consumatori possono utilizzare i ranking come riferimento per valutare qualità e affidabilità, integrandoli però con informazioni su servizio post-vendita, garanzie e feedback reali di altri utenti.
In che modo le imprese possono valorizzare un riconoscimento?
Le imprese dovrebbero integrare il Riconoscimento in strategie coerenti: comunicazione veritiera, miglioramento operativo e misurazione degli impatti. Un premio porta valore concreto se seguito da azioni misurabili e sostenute nel tempo.
